Mail Art

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Wings PostCard – Mail Art – C. Basile

Il gruppo QAGI e alcuni artisti “quantistici” hanno riportato alla ribalta, in Italia, una forma d’arte dalle antiche origini: la MAIL ART. La Mail Art, per gli artisti quantistici, è l’esplicazione di quel battito d’ali della farfalla che è in grado, da chilometri e chilometri di distanza, di influenzale gli eventi.
La Mail Art, o arte postale, utilizza il servizio postale per creare un “filo d’Arianna” tra mittente e destinatario: si risponde in maniera artistica ad un inoltro artistico; senza inoltro/risposta non esiste l’arte postale.

Dagli anni Cinquanta agli anni Novanta del secolo scorso, una rete indefinita di artisti (si dice fossero migliaia, e di moltissimi paesi diversi) si è evoluta; il merito va all’opera di Ray Johnson (“Ray Johnson è l’antitesi dell’idea che molta gente ha dell’artista americano.” […] Mentre altri artisti pianificavano le proprie carriere, passo dopo passo, Ray spediva i suoi lavori agli amici, come un regalo, o come una piccola esibizione di dieci minuti, sul retro di un camion a chi capitava di passarci davanti.” Da “Ubi Fluxus Ibi Motus” ABO aka Achille Bonito Oliva).

Ray Johnson, Detroit 16 ottobre 1927 – New York 13 gennaio 1995, ha decodificato questo tipo di arte, facendo riferimento a gruppi come Futuristi, Dada e gli incredibili fautori del Fluxus.
Grazie al progresso tecnologico che ci ha permesso di trarre vantaggio da strumentazioni come il computer e le stampanti, a portata di mano anche in casa, il fenomeno si sviluppò a tal punto da permettere la creazione di una comunità dedita allo scambio di cartoline autoprodotte.

In tal modo le cartoline persero l’ufficialità, che le destinava a essere regolamentate, per divenire un vero e proprio “mezzo di comunicazione di massa” ante litteram.

La Mail Art dunque è nata come pratica artistica d’avanguardia e consisteva, consiste, nell’inviare per posta a uno, o a più, destinatari cartoline, buste, francobolli e simili, elaborate artisticamente.

La Mail Art era, in parte, una cerchia esclusiva di gallerie d’arte ed eventi che non prevedevano una giuria; “i mittenti ricevevano”, nel senso che non ci si doveva aspettare di ricevere Mail art senza partecipare attivamente al movimento. Quest’ultima caratteristica è ancora adesso valida.

Tradizionalmente la Mail Art si distingue dalla semplice “arte spedita” in quanto il lavoro artistico viaggia attraverso il servizio postale ed è ben visibile a chiunque. Il viaggio dunque è una sorta di mostra itinerante che, dal mittente, porta il lavoro artistico all’attenzione degli occhi di chi raccoglie la posta, di chi la smista, del postino che la consegna per giungere finalmente al destinatario.

Durante il viaggio, il lavoro artistico comunica il proprio messaggio.

Come dicevamo qualche riga fa, la Mail Art Network affonda le proprie radici nel lavoro di gruppi precedenti, tra cui gli artisti Fluxus, e l’idea di “multipli”, o opere d’arte prodotte in edizioni.

Gli artisti della Mail Art Network producono e si scambiano cartoline, timbri e francobolli autoprodotti, buste decorate o illustrate personalmente.

Si scambiano però anche oggetti più grandi e difficili da trasportare sono stati spediti dagli artisti del Mail Art Network, per molti dei quali il messaggio e il mezzo sono sinonimi.

La Mail art, nel contesto del Mail Art Network, è una forma di arte concettuale; è un movimento senza soci e senza leader.

L’Unione Internazionale degli Artisti Postali (International Union of Mail Artists, IUOMA) è un gruppo di mail-artisti attivi individualmente in molto paesi, è stata fondata nel 1988 e chiunque può chiedere di prenderne parte; il gruppo, in questo modo, è unito solo concettualmente.

Sul server Prodigy, nel 1990, c’era un grande gruppo di artisti che collaboravano in rete, e tramite il servizio postale, per creare e partecipare alla Mail Art; molti esitavano a definirsi artisti, ma Arto Posto (Dorothy Harris), una volta entrati nel gruppo, li incoraggiava e li sosteneva.

I mail-artisti sono stati tra i primi a percepire e sfruttare le possibilità di diffusione del World Wide Web; quando apparve (1992) portò la novità della grafica, rispetto all’Internet precedente basato principalmente sul testo. Internet però non offriva niente di nuovo ai mail-artisti (non essendo certo possibile spedire oggetti tramite la rete). I mail-artisti, come i graffitisti, spesso lavorano anonimamente, o collettivamente usando pseudonimi.

Carmen BASILE

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